Lorenzin e Marini: c’è l’intesa sul patto salute
“Abbiamo chiuso il patto. È veramente una bella giornata per la sanità italiana a un anno dal mio insediamento”, lo ha sottolineato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, annunciando al termine della conferenza stato-regioni l’intesa sul patto della salute.
Mercoledi 16 Luglio 2014
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Lorenzin e Marini: c’è l’intesa sul patto salute
(Regioni.it 2535 - 10/07/2014) La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha confermato che “oggi è stato raggiunto un "risultato importante”.
“Partiamo dalla cosa più rilevante – sottolinea la Presidente umbra- e cioè dal fatto che siamo arrivati all’intesa su un patto che affronta temi fondamentali che le regioni hanno sempre ritenuto fondamentali per garantire capacità di programmazione sia dei servizi sia delle risorse finanziarie necessari ad assicurare i livelli essenziali di assistenza, ma anche capacità di innovazione di cui ha bisogno il servizio sanitario nazionale. Un patto significativo anche per dare attuazione alla leggi di riforma che abbiamo fatto in questi anni, in particolare quelle riguardanti la medicina di territorio
Le regioni hanno avuto un ruolo di primissimo piano anche grazie al lavoro politico  svolto dagli assessori alla salute insieme ai presidenti – e mi preme ricordare in particolare il personale impegno in questa vicenda del presidente Errani -  e al lavoro tecnico alle nostre strutture. Ciò che  voglio sottolineare è che con questo patto abbiamo messo al centro l’idea che questo servizio sanitario nazionale lo possiamo salvaguardare, potenziando i servizi e dando risposte ai bisogni che cambiano della popolazione. Sono convinta che questo patto mette nelle condizioni regioni e governo di assumersi  la responsabilità di avere anche una visione sul futuro del servizio sanitario. E’ un patto – ha detto Catiuscia Marini  - che le regioni sentono profondamente e speriamo che anche la fase di attuazione sia perseguita con altrettanta determinazione.
Abbiamo anche messo a punto- ha aggiunto- il tema della gestione del turn over: per garantire la qualità dei servizi, nel rispetto dell’equilibrio finanziario, c’e’ la giusta flessibilità per gestire le assunzioni adeguate ai servizi". In particolare per le regioni in piano di rientro è stato ridotto a un anno e mezzo (dagli attuali due e mezzo) il blocco delle assunzioni una volta raggiunto l’equilibrio economico.
“Dopo i costi standard e aver evitato i tagli, oggi col Patto- puntualizza  il ministro Lorenzin - mettiamo in sicurezza il sistema sanitario per le prossime generazioni, affrontando i grandi temi: la longevità, la riorganizzazione del territorio e del personale, garanzia di maggiore efficienza dei servizi, nuovi sistemi di controllo ed efficientamento sia della qualità che della quantità, rimettiamo al centro le politiche sanitarie che guardano alla qualità dell’assistenza e alla prevenzione dopo anni in cui avevamo solo l’ossessione del costo. Questo non vuol dire- continua- che non si tengono in equilibrio i bilanci, ma che possiamo cominciare a fare di nuovo programmazione sanitaria. Passa inoltre il principio che quello che si risparmia rimane e viene reinvestito in sanità”. Inoltre “è in Parlamento la mia proposta per la riforma della governance, per la scelta dei direttori sanitari, generali e dei primari. Con questo, insieme al pacchetto di riforma dell’Aifa e dell’Agenas, che dovrebbe andare in discussione ai primi di settembre, potremo avere una macchina efficiente che rende competitivo il sistema italiano e, soprattutto, per continuare a erogare prestazioni di alto livello ai nostri cittadini, avendo anche nuove misure che consentano alle Regioni in piano di rientro di garantire maggiori livelli di qualità dell’assistenza ai cittadini".
È stato quindi "affrontato il tema del turn over e dell’ingresso del personale: grazie alla collaborazione del ministero dell’Economia, pur nell’invarianza di spesa, abbiamo potuto inserire strumenti più elastici per rispondere al fabbisogno di personale di tutte le Regioni, anche quelle in piano di rientro. Le assunzioni verranno effettuate dalle regioni in base alla loro autonomia economica: chi ha equilibrio di bilancio- spiega- ha tutti i parametri a posto e ci dimostra di aver bisogno di personale, per garantire i livelli essenziali di assistenza, potrà farlo”.
Di “giusta flessibilità” - ha parlato anche la Presidente Marini – “per poter avere nuovo personale”. “Le Regioni virtuose – ha ribadito -potranno anche tornare ad assumere e gestire il personale. Quelle che sono ancora vincolate al Piano di rientro  avranno una modalità diversa per accedere a questa flessibilità”.

 

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